Pubblicità per chi?
Pubblicità per chi?

Pubblicità per chi?

“Guardatevi dal praticare la vostra giustizia davanti agli uomini, per essere osservati da loro; altrimenti non ne avrete premio presso il padre vostro che è nei cieli”.

Matteo 6:1

Tutti sappiamo cos’è la pubblicità: è il rendere pubblico un prodotto o una persona, è la comunicazione usata dalle imprese per creare consenso intorno alla propria immagine, per conseguire i propri obiettivi di marketing o di notorietà.

Anche tra i social vediamo tante persone che cercano la notorietà, che si autopromuovono cercando consensi, likes e così via…

Ma cosa significa praticare la giustizia davanti agli uomini?

Giustizia viene da rettitudine, e si riferisce al fare ciò che è buono e giusto.

Nei versi successivi Gesù non dice di non dare l’elemosina davanti alle persone, ma proibisce di farlo per “essere visti”, cioè per far sfoggio o cercare la loro lode.

Per una persona che è disposta a fare del bene con un giusto motivo, importa poco se sia in pubblico o in privato. L’unica cosa che deve spingerci è che Dio possa essere contento di noi e glorificato.

«Altri ti lodi, non la tua bocca; un estraneo, non le tue labbra.»

‭‭Proverbi‬ ‭27‬:‭2‬ ‭

Fai attenzione quindi e chiediti se, in quello che fai, il motivo principale è essere visto dalle persone. (Matteo 6:16)

A volte, dietro il grande desiderio di condividere le nostre gioie e vittorie, scivoliamo nell’errore di promuovere più noi stessi che Colui che rende tutto ciò possibile.

La linea è molto sottile e per questo abbiamo bisogno di interrogare il nostro cuore davanti allo Spirito Santo.

Il pastore Spurgeon diceva: “Racconta tutto quello che Dio ha fatto con te, ma non dire niente di quello che fai per Dio. Non promuovere applausi, promuovi la Sua Gloria.”

Se pensiamo a un guanto vuoto esso è inutile fino a quando non viene indossato da una mano che poi lo guida nel lavoro da svolgere.

Noi siamo proprio così, vuoti e inutili, ma quando lo Spirito Santo ci riempie possiamo fare ogni cosa che la mano vuole.

In conclusione, cosa possiamo vantare di noi stessi? Nulla!

È tutto merito dello Spirito di Dio che vive in noi e ci rende Suoi strumenti!

Raccontiamo e diamo Gloria a Dio per quello che il Suo Spirito compie “dentro di noi” e per il resto possiamo, dobbiamo e vogliamo aspettare il premio celeste.