CHIESA CRISTIANA EVANGELICA A.D.I. FALCONARA
Testimonianze

Testimonianze

Dall’oscurità alla Luce

Pace fratelli e sorelle, vi saluto nell’amore del Signore.

Io sono Anna e voglio condividere con voi la mia testimonianza.

Ringrazio il Signore di come è sempre stato al mio fianco, anche se io lo tenevo a distanza, voglio raccontarvi da quasi 3 anni mi ha salvata da una morte certa, di come mi ha cambiata e ha salvato il mio matrimonio.

Sono cresciuta in una famiglia cattolica, ma fin da piccola il Signore a messo nella mia vita persone che mi avevano parlato di un Gesù vivo e non solo appeso ad una croce, poi crescendo e vivendo nel mondo sentivo questo Gesù distante, e così me ne allontanai.

All’età di 23 anni mi sono sposata e con mio marito ci siamo trasferiti per lavoro nelle Marche, per me non e stato facile lasciare la famiglia, gli amici e per questo davo sempre la colpa a mio marito.

Ho cercato di crearmi una nuova vita con il lavoro, nuove conoscenze ma non mi bastava, dentro di me sentivo sempre una sensazione di vuoto, come se mi mancasse sempre qualcosa.

Agli occhi degli altri sembrava che avessi tutto: una famiglia, un marito, un lavoro ma non ero per niente felice, ero una donna insoddisfatta, triste, arrabbiata e non conoscevo neanche io il motivo.

Quattro anni fa questi sentimenti peggiorarono all’improvviso venne a mancare mio suocero, dopo tre mesi persi anche mio padre a causa di un cancro e nel frangente l’attività che avevo aperto non andava bene e seppi che ero in attesa del 2 bambino.

Dopo il parto soffri anche di depressione, con mio marito era sempre una lite tanto da decider di lasciarlo, il Signore è grande e glorioso e non permise nulla di tutto ciò. Come ho detto prima il Signore mette al nostro fianco delle persone per farci capire che Lui è sempre presente, si usò di mia sorella maggiore, iniziò a fare grandi opere nella mia famiglia, mi parlò proprio mia sorella di Gesù.

Mi parlo di un Gesù che da amore, pace, serenità, e che perdona senza giudicare. Io desideravo tanto quella serenità che nessuno fino ad allora mi aveva mai dato. Un giorno ero proprio stanca, disperata piena di dolore delle continue liti con mio marito, mi arrivo’ tramite messaggio un cantico, quei versi entrarono dentro me come una lama, senti il peso dei miei peccati, cosi mi inginocchiai e gridai piangendo al Signore di liberarmi dall’afflizione e dalla disperazione, perché non vedevo una via d’uscita.

Incominciai a cercare una chiesa qui nelle Marche, il Signore mi mise davanti la chiesa di Falconara Marittima. Una domenica decisi di andare in chiesa, mio marito mi accompagnò. Durante il tragitto nel mio cuore feci una preghiera, pregai al Signore che toccasse il cuore di mio marito, perché anche lui come me soffriva.

Il Signore non tardo’ a rispondere alla mia preghiera, durante il culto vidi mio marito arrendersi al Signore, da quel giorno donammo insieme i nostri cuore a Gesù. Più mi avvicinavo al Signore leggendo la sua parola cioè la Bibbia, più capivo che il Signore aveva un piano per me e la mia famiglia. Mi sentivo amata, sentivo che non ero più sola, incompresa.

Il Signore mi parlò con un verso biblico che si trova negli ATTI DEGLI APOSTOLI CAP.7 VERS.3 E GLI DISSE:” ESCI DAL TUO PAESE E DAL TUO PARENTADO E VÀ NEL PAESE CHE IO TI MOSTRERÒ “.

Capì che il Signore aveva chiamato me e mio marito per servirlo dove lui ci aveva posti. Dopo tre mese scendemmo nelle acque battesimali e dopo 1 anno ci riempi’ con il suo santo spirito. Io e mio marito oggi ringraziamo tutti i giorni il nostro Signore perché insieme a lui siamo una corda a tre capi.

Voglio dire a chi ci ascolta per le prime volte, non disperarti lascia i tuoi pesi ai piedi di Gesù, lui è l’unico che può trasformare la tua vita, l’unico che può darti la vera pace. A Dio sia la gloria.

Anna

Dio aveva un piano meraviglioso: “che ha vinto felicemente”

Pace del Signore, è per me una gioia poter raccontare la mia testimonianza e di come il Signore ha cambiato la mia vita.
Mi chiamo Eunice Andante e provengo dalla Chiesa di Falconara Marittima.

Sono nata nell’82 e in quell’ anno mio padre curava già una comunità in provincia di Napoli, Caivano.

Sin dalla nascita sono stata avvolta dall’amore e ho ricevuto dei sani insegnamenti morali e spiritiali.

Dio aveva un piano meraviglioso per me fin dal principio, non è un caso che i miei genitori abbiano scelto questo nome per me! infatti il nome Eunice significa “che ha vinto felicemente”.
Come vi dicevo sono nata in una famiglia cristiana ho frequentato da sempre la Chiesa, la scuola domenicale e le riunioni giovanili dove ho potuto gustare la presenza del Signore in modo tangibile, ho vissuto un’infanzia felice e serena ma all’età di 10 anni nella mia vita cominciarono ad affacciarsi le prime difficoltà.
Un giorno come tanti, mi recai a scuola ed entrai in classe, notai subito che il mio amichetto di banco era assente ,vi starete chiedendo “e cosa c’è di strano?”

Ma a quel giorno ne susseguirono altri, diventando poi dei mesi, cosí ricevemmo la triste notizia che Angelo si era ammalato di leucemia.
Questa notizia sconvolse la mia vita e iniziai a farmi tante domande, chiesi a Dio il perché di questa malattia, Angelo era solo un bambino e inoltre associavo questa malattia ad una punizione, quasi incolpavo Dio della situazione.

Non trovavo pace, e proprio nel bel mezzo dello sconforto, una sera, nella mia cameretta gridai a Dio con tutto il cuore e gli chiesi di guarire Angelo. In quella preghiera feci tante promesse al Signore, ma quelle promesse fatte nella tempesta spesso si dimenticano nella calma.
Il Signore aveva ascoltato la semplice preghiera di una ragazzina e Angelo guarì, dalla sua malattia.
Nel frattempo continuai la mia vita di sempre, andavo regolarmente in chiesa e mi rivestivo della “brava ragazza” che ero ma con il tempo mi accorsi che stavo vivendo un Evangelo di facciata e per nulla sincero, nonostante ciò posso oggi affermare che ero preziosa per il mio Dio e non avrebbe permesso che io continuassi a vivere nell’ipocrisia!

All età di 15 anni andai ad un raduno giovanile, ero presa da tante cose, ma una sera in particolare il predicatore attirò la mia attenzione con un espressione, ponendo enfasi su un verso in Timoteo che dice : < Ricordo infatti la fede sincera che è in te, la quale abitó prima in tua nonna Loide e in tua madre Eunice e sono convinto abita pure in te> e poi ancora il predicatore continuò dicendo: “vuoi essere tu la Eunice di cui parla la Bibbia?” “Vuoi avere una fede sincera e non di facciata?”
Quelle parole toccarono il mio cuore, mi sentii chiamata per nome e rivolsi a Dio una preghiera sincera, in un istante Egli mi liberò da tutta l’apparenza e la fede non sincera, ma finta, che avevo costruito.

Mi sentii completa e “vittoriosa”; ecco perché ho detto che anche il mio nome faceva parte del piano del Signore per la mia vita.

Lo ringrazio con tutto il mio cuore perché mi ha chiamato per nome e posso dire oggi di essere felice di appartenere a Lui.

Da quando Gesù è entrato nella mia vita e nel mio cuore mi ha donato pace, amore e gioia, ha fatto solo del bene alla mia anima e mai mi stancherò di testimoniare della Sua bontà a quanti ancora non hanno realizzato la salvezza in Cristo.
Dio vi benedica.

Eunice

Lasciai che la depressione e la bulimia mi dominassero

Ho trentotto anni e sono nata nella lontana Australia, in una famiglia di origine italiana trasferitavi per lavoro. Entrambi i miei genitori lavoravano; avevamo una bella casa, non ci mancava nulla. Avevo appena quattro anni quando a mia madre fu diagnosticato un tumore alle ghiandole salivari.

Questa notizia portò in casa e soprattutto in mia madre grande preoccupazione. Mia madre temeva per la sua famiglia e per se stessa. Poi incontrò una sua vecchia amica che le disse: “Solo Gesù ti può aiutare”.

Iniziò a frequentare delle riunioni che si tenevano nelle case e Gesù Cristo entrò nel suo cuore e nella sua vita. Il tumore si rivelò essere benigno e da quel momento iniziò a parlarmi di un Gesù reale, non più affisso alla croce, ma vivente e potente, tanto da trasformare la mente e il cuore e da liberare da ogni legame.

Sono cresciuta con questi insegnamenti anche quando, negli anni ’80, siamo rientrati in Italia dove mio padre e mia nonna realizzarono quello che mia madre da anni raccontava loro.

All’età di tredici anni, periodo molto difficile, mia madre decise di mandarmi a un campeggio estivo evangelico. Io non ero molto favorevole perché, fondamentalmente timida e riservata, avevo difficoltà a socializzare. I primi giorni desideravo andarmene; poi, osservando tanti ragazzi della mia età che lodavano Dio ed esprimevano una gioia invidiabile, iniziavo a chiedermi in che modo potessi sentirla anch’io. Realizzai che non potevo provare questa gioia se non donavo il mio cuore al Signore e ciò che mi separava da Lui era il mio peccato.

Una sera chiesi a Gesù di lavare il mio cuore, di entrare nella mia vita e di mettervi quella gioia che tanto desideravo. Così avvenne: il Signore mi tolse un grande peso dal cuore che nessuno sarebbe stato in grado di togliere, dandomi la certezza di appartenerGli!

Dopo qualche anno, per una grande delusione e un conseguente, forte senso di solitudine, decisi di provare a vivere “a modo mio”, convinta di trovare maggiore felicità in un amore di gioventù. Nonostante avessi scelto di vivere lontana dal Signore, il ricordo di ciò che Lui aveva fatto in me era indelebile.

Riaffiorarono l’angoscia e la paura che avevo vinto grazie a Lui. Realizzai che nessuno poteva prendere il Suo posto nel mio cuore e che solo Lui poteva darmi la vera gioia.

Una mattina pensai a Lui e un grido si elevò dalla mia anima: “Signore, ti prego, togli ogni ostacolo che mi separa da Te perché io non ho la forza per farlo”. Dio non si fece attendere e, il giorno dopo, quell’ostacolo non c’era più. Avevo l’opportunità di tornare a Lui e ricominciare a vivere veramente tuttavia i miei sensi di colpa mi trascinarono ancora più in basso e lasciai che la depressione e la bulimia mi dominassero.

Riuscii a nasconderlo bene anche alla mia famiglia. Cercavo di rialzarmi da sola, ma ero oppressa dalle mie colpe e da una voce che mi diceva: “Per te non c’è più salvezza, né speranza”. Non ero in grado di portare tutto il peso da sola, ero letteralmente sfinita. Solo Gesù poteva aiutarmi, soltanto Lui leggeva dentro di me!

Nuovamente, un grido si elevò dalla mia anima: “Aiutami, Signore, ti prego, non ce la faccio più!”. Anche in quella circostanza il Signore non si fece aspettare e, in quell’istante, agì con potenza, toccando il mio cuore, come abbracciandomi con la Sua presenza e guarendo la mia anima. Mi liberò da ogni legame per l’effetto del Suo Santo Spirito e mi ristabilì come figlia Sua. Da quel giorno sono tornata a vivere veramente, avevo nuovamente quella pace e quella gioia che avevo perso.

Dio ha continuato a mostrare il Suo amore verso di me guarendo, non solo la mia anima, ma anche il mio corpo. Ero sterile e non potevo avere bambini. La prima cosa che mi chiesi è se Lo avessi amato e servito comunque, se Lui era davvero al primo posto nella mia vita. Il Signore mi fece considerare, nella Sua Parola, che era stato potente ad aprire il Mar Rosso e salvare il Suo popolo: non sarebbe stato in grado di guarire il mio fisico? Realizzai che il Signore voleva operare in me e mi chiedeva di credere e di non dubitare. Pregai intensamente e dichiarai di credere in Lui, che Lo amavo al di sopra di tutto, e che così sarebbe stato per sempre.

Chiesi nuovamente una parola da parte Sua, ed Egli confermò il mio cuore con una promessa biblica: “Beata è colei che ha creduto che quanto le è stato detto da parte del Signore avrà compimento” (Luca 1:45). Ero certa che Dio avrebbe operato e, dovendomi sottoporre ad un intervento esplorativo, chiesi al Signore di darmi la prova che era stato Lui ad agire e nessun altro.

Mi sottoposi all’intervento e mentre aspettavo il primario in sala operatoria, l’anestesia fece effetto. Il primario tardava e l’anestesia non sarebbe durata molto. Iniziarono l’intervento e io cominciai a svegliarmi sentendo le mani del chirurgo dentro di me ed anche la voce dei medici che si dicevano: “La signora sta bene, perché l’abbiamo operata?”

Incredibile! Con tutto il dolore fisico che in quel momento provavo, glorificavo Dio perché ancora una volta mi aveva ascoltato e si era dimostrato fedele alle Sue promesse! Poco tempo dopo nacque il nostro primogenito, Nathan, e, successivamente, Giada e Luca.

Oggi sono una moglie ed una madre che serve il Signore insieme alla sua famiglia. Per me non c’è niente di più bello e gratificante che dedicare la mia vita a Colui che ha dato la Sua per me, e che mi ha aperto le porte del cielo! Con Gesù affronto le difficoltà che si presentano ogni giorno e sono certa che Lui è, e sarà, sempre al mio fianco.

Non pensare che Dio sia lontano da te, che sia disinteressato o che non veda le tue sofferenze e il tuo bisogno. Lui ti ama e vuole stabilire un rapporto con te, vuole donarti la vita eterna, la gioia, la pace e che tu conosca la vera felicità.

Non pensare che sia difficile, basta che tu rivolga a Lui la tua preghiera, con tutto il tuo cuore. Dio conosce quello che provi. Grida a Lui, non aspettare, fallo ora!

“Il Signore è la mia luce e la mia salvezza; di chi temerò? Il Signore è il baluardo della mia vita; di chi avrò paura? Quando i malvagi, che mi sono avversari e nemici, mi hanno assalito per divorarmi, essi stessi hanno vacillato e sono caduti. Se un esercito si accampasse contro di me, il mio cuore non avrebbe paura; se infuriasse la battaglia contro di me, anche allora sarei fiducioso.
Una cosa ho chiesto al Signore, e quella ricerco: abitare nella casa del Signore tutti i giorni della mia vita, per contemplare la bellezza del Signore, e meditare nel Suo tempio. Poiché Egli mi nasconderà nella Sua tenda in giorno di sventura, mi custodirà nel luogo più segreto della Sua dimora, mi porterà in alto sopra una roccia” 
(Salmo 27:1-5).

Anna Lisa Francesca

Non avevo la forza di aprire la porta della Chiesa

Ho trentasette anni, e sono di Torre del Greco, città in provincia di Napoli. Avevo circa otto anni quando i miei genitori si convertirono a Cristo Gesù, e come ogni figlio di credente evangelico iniziai a seguire l’insegnamento biblico insieme ad altri bambini della mia età.

In casa nostra regnava la pace, si parlava sempre di Gesù, un Gesù vivente che poteva salvare e compiere miracoli. Un estate ero al mare con i miei genitori, e mentre giocavo con altri miei cuginetti sulla sabbia, fui punto sotto ad un piede da una siringa sospetta.

I miei genitori, molto preoccupati, dietro consiglio del medico di famiglia, il giorno seguente mi portarono a fare tutti gli accertamenti del caso. I primi esiti non furono rassicuranti e il medico comunicò ai miei genitori che nel migliore dei casi sarei stato affetto da epatite. Ricordo che la domenica mattina i miei genitori chiesero al pastore Salvatore Sereno l’unzione con olio, secondo l’insegnamento della Scrittura.

Quella mattina mia madre mi disse: “Michele, credi che il Signore Gesù ti può guarire?”. Ero avanti, il pastore passava fra quanti che avevano chiesto l’unzione con olio, ed io ero lì, certo che il Signore avrebbe steso la Sua mano per guarirmi; nemmeno per un attimo ho dubitato che Egli potesse farlo. Quando rifeci gli esami, con lo stupore del medico, non c’era riscontro di alcuna patologia.

Raggiunta l’età di quattordici anni, attratto dalle amicizie, iniziai a non sentire la necessità di andare in chiesa, e così, poco alla volta, finii per non andarci più. Iniziai a lavorare all’età di quasi quindici anni, senza abbandonare gli studi. Quando raggiunsi la maggiore età, decisi di arruolarmi nella Marina Militare.

Iniziai a conoscere la dura realtà della vita, il distacco dalla protezione dei miei genitori: ero da solo e dovevo contare solo sul mio istinto. Tra fatiche e delusioni, iniziai ad avvertire la necessità di avere qualcuno con cui parlare, con cui confidarmi.

In quel periodo incontrai Luisa. Iniziai a pormi degli obiettivi, le basi di una vita felice, così all’età di ventiquattro anni comprai casa, per poi, all’età di ventisette anni, intraprendere la vita coniugale. Nel mio cuore, però, non ero del tutto felice, mi mancava qualcosa e non riuscivo a capire che cosa. Alle prime difficoltà, il mio matrimonio stava “andando in frantumi”. Ero imbarcato su una unità navale a La Spezia e mia moglie era ad Ancona a circa cinquecento chilometri da me, e in qualche modo mi sentivo di aver sbagliato tutto. Ricordo che mi sentivo triste, e non riuscivo a capire quale fosse la cosa giusta da fare, e a chi chiedere aiuto.

Fu una telefonata di mia madre la quale, come a volte faceva quando ero piccolo, mi parlò con semplicità di Gesù, di quello che stava facendo nella comunità di Torre del Greco.  Altre volte mi aveva parlato di Cristo, ma quel giorno sembrava che la stessi ascoltando per la prima volta. Ero da solo nell’alloggio della nave, e dopo tanti anni mi inginocchiai ai piedi del mio letto per pregare, e chiesi al mio Signore che volevo tornare a Lui, ma non sapevo come fare. Subito sentii la necessità di leggere della vita di Gesù, e ricordo che chiesi di nascosto a mia sorella minore di prestarmi una Bibbia, per poterla leggere la sera, quando mi ritiravo nella mia cabina. Dopo qualche mese ebbi il trasferimento di lavoro ad Ancona: finalmente avevo la possibilità di lavorare stando vicino a mia moglie, pensando che così si sarebbero risolti tutti i problemi di coppia che stavamo affrontando. Era l’ottobre del 2006 quando mia madre mi chiama dicendomi che i giovani della chiesa di Torre del Greco sarebbero venuti a Falconara Marittima (AN) per un incontro giovanile con la chiesa locale, e mi invitò a partecipare. In quell’istante mi ricordai di quella preghiera che avevo fatto, e avevo l’impressione che il Signore avesse risposto, indicandomi il da farsi.

Quel sabato sera Luisa lavorava, e ricordo che arrivammo in ritardo, il culto era già iniziato e la porta dell’ingresso in chiesa era chiusa. Luisa rimase in macchina, io passeggiavo davanti la porta d’ingresso ascoltando i cantici, e ricordando quei tempi quando li cantavo anch’io! Ricordo che non avevo la forza di aprire la porta della chiesa; era come un muro che non potevo oltrepassare. Dentro di me gravava il peso delle mie colpe verso Dio, fino a quando una donna esce con la figlia piccola e mi dice: ”Perché non entri? Cosa fai da solo qui?”.  Non sapevo cosa dire, e iniziai ad inventarmi delle scuse, dicendo che mia moglie era in macchina e che non potevo lasciarla lì da sola. Con tenacia quella donna riuscì a convincere Luisa a seguirmi, e insieme ci accomodiamo dentro.

Quella sera ho donato la mia vita a Gesù! Ricordo, come se fosse ieri, di quel pianto liberatorio; di quel peso che prima avevo e che dopo non c’era più: di quella gioia, la gioia di un peccatore perdonato da Dio! Finalmente avevo compreso cosa era quella tristezza che riempiva i miei giorni, era l’assenza del mio Salvatore, del mio Redentore, del mio Consolatore, del mio Dio! Quella sera il Signore mi parlò ulteriormente, in modo inequivocabile, mediante una profezia, dicendomi: “Io sono la Via, la Verità e la Vita: segui Me!”. Il giorno seguente al culto, Dio mi parlò ancora per mezzo di una profezia, dicendo: “…Io ti ho posto davanti la vita e la morte, la benedizione e la maledizione; scegli dunque la vita, affinché tu viva…”, com’è scritto nella Bibbia, in Deuteronomio 30:19. Il Signore mi ha parlato ancora, a casa, con un altro brano biblico (la parabola del figlio prodigo, che ho fatto mia), quando dice: “Ma mentre egli era ancora lontano, suo padre lo vide e ne ebbe compassione: corse, gli si gettò al collo, lo baciò e ribaciò” (Luca 15:20).

Caro amico, cara amica che leggi, ci tengo a dirti che da quel giorno la mia vita è cambiata; in Gesù ho trovato un Amico con cui confidarmi, una guida che illumina il sentiero della mia vita, una certezza che Egli non mi abbandonerà mai, una speranza che un giorno sarò con Lui per l’eternità!

Michele

Dalla tristezza ad una gioiosa vita abbondante in Cristo

Posso e, soprattutto, devo testimoniare dell’opera grande che Dio ha compiuto nei miei confronti. Il Signore mi ha liberato dal male e dal maligno operando il miracolo della salvezza anche in me, misero peccatore. Il Signore ha trasformato un’esistenza vissuta nell’apatia e nella tristezza in una “vita abbondante” di gioie e di doni spirituali!

Nel mio percorso da credente ho ascoltato diverse testimonianze di salvezza e di conversione determinate da profonde crisi interiori, originate dalla necessità di uscire da problemi di tossicodipendenza, innescate dalla voglia di un cambiamento radicale nel modo di pensare ad un’esistenza migliore.

Tutto ciò, devo dire con franchezza, non mi apparteneva, non sentivo il bisogno di qualcosa in particolare… però la mia vita trascorreva stancamente, nella monotonia e, a pensarci ora, nel peccato che il nemico voleva nascondere con lusinghe, raggiri e menzogne. Con il mio corpo, vivevo, ma la mia anima era morta; la mia coscienza, morta, non mi faceva sentire peccatore.

Pensavo che la mia vita fosse normalissima. Lavoravo con dedizione e solerzia (mai avuti grossi problemi con il datore di lavoro e con i colleghi). Fumavo, si, qualche sigaretta. La frequentazione di discoteche potevo contarle sulle dita delle mie mani. Non sono mai stato dedito all’alcool così come non ho mai fatto uso di droghe. Frequentavo un bar dove mi incontravo con alcuni amici per giocare al biliardo (senza notevole impiego di denaro, ma solo per giocarsi una consumazione). Insomma, come si suol dire, ero un “bravo ragazzo”, un giovane come tanti, senza grilli per la testa. Tutto questo per quaranta anni (sic!) come quelli trascorsi dal popolo di Israele nel deserto, il riferimento trovo che sia calzante!

Poi, durante una vacanza in Romania, paese in cui ho conosciuto la donna che oggi è mia moglie, Debora, una delle sue sorelle cominciò a parlarmi di Gesù e di quello che poteva fare nella mia vita. Successivamente mi invitò anche alle riunioni della domenica, alle quali non partecipai adducendo la scusa che non comprendevo la lingua. In realtà, c’era come un rifiuto dentro di me perché la sorella di Debora mi parlava di quello che per me era “un Dio diverso” da quello di cui ero abituato a sentir parlare da altri pulpiti, pensando inoltre che volesse introdurmi chissà a quale confessione o setta religiosa!

Dopo qualche mese mi sposai con Debora e ci trasferimmo nella provincia di Ancona, mia zona di origine.

Lei era già una credente evangelica e molte volte aveva espresso il desiderio di recarci in una chiesa evangelica dalle nostre parti. La assecondai e, quando individuammo una chiesa, la accompagnai e partecipai anch’io alla riunione (o culto) domenicale.

I dubbi e i timori, che mi colsero quando incominciarono a parlarmi di Dio e di Gesù, “il Vivente” e non più sofferente e morente sulla croce come ero abituato a vederlo ed immaginarlo, scomparirono! Cominciai a sentire come una scossa interiore, ebbe inizio un cambiamento radicale di vita!

Quel cambiamento, quella svolta che alcune persone ricercano nella vanità del denaro partecipando alle lotterie, che altre tentano di raggiungere aderendo ad un movimento politico o adottando una filosofia, praticando la meditazione trascendentale, lo yoga, ecc. (magari solamente perché fa tendenza!).

Il giorno in cui il Signore mi ha parlato e mi ha convinto con il Suo amore che quelle cose non facevano per me (le cose accennate sopra, che avevo provate anch’io, per la verità con scarsi risultati,), e non rappresentavano la via della felicità, e che avrei dovuto rinunciarvi!

Molte altre cose negative devo ancora eliminarle dalla mia vita, ma il Signore, certamente, riuscirà a modellarmi così come il vasaio fa con l’argilla. Però di una cosa sono certo, anzi di tre: mi sono arricchito della Sua grazia, ho il pensiero fisso alla “celeste abitazione” dove tutti saremo uguali dinanzi alla Maestà di Dio, la mia vita ha un significato vero nel dispormi al servizio di Dio!

Ringrazio il Signore che mi ha dato una “vita abbondante” (Giovanni 10:10) e, oltre a questa, una casa, un lavoro e, quello che più conta, una famiglia felicemente allietata da quattro figli, una nuora e da qualche mese anche di una meravigliosa nipotina, ed un’altra meravigliosa famiglia, spirituale, la comunità di cui faccio parte!

Ora si che la mia vita ha un senso! Adesso posso dire che vivo per Qualcosa che durerà in eterno! Ora so che la mia fugace esistenza su questa terra sarà coronata di gloria al cospetto di Dio!

La pace del Signore sia con tutti voi!

Luciano