Quando sta per nascere un progetto ma si trova solamente nella nostra mente, è bello notare il susseguirsi delle idee finalizzate all’adempimento di quel progetto.
Poi sappiamo che i nostri pensieri non seguono la linea temporale terrestre ma sono in grado di riavvolgere il tempo per tornare indietro, aggiustare quello che non va, per poi correre di nuovo al futuro perfetto immaginato.
Questo sistema purtroppo non si può applicare alla vita reale: prendiamo per esempio il vasaio che modella la creta; sicuramente è affascinante vedere quella massa informe modellata, prendere una graziosa forma, solo con l’aggiunta di acqua e da mani sapienti.
Certo se l’artista si accorgesse di aver compiuto un errore non potrebbe fare girare la ruota al contrario, per porvi rimedio ma sarebbe costretto a disfare in tutto o in parte l’intera opera.
Nel libro poetico del re Salomone, l’Ecclesiaste è scritto così: (capitolo 7:8) Vale più la fine di una cosa, che il suo principio; e lo spirito paziente vale più dello spirito altero.
Ritornando alla figura del vasaio con la sua opera d’arte e applicando questo principio biblico possiamo scoprire che: è interessante osservare l’inizio dei lavori e il corso d’opera, ma l’oggetto completato, rappresenta l’apice espressiva.
Nella bibbia sono spesso nominati i vasi come figura dell’uomo che può contenere lo Spirito Santo e il vasaio come figura di Dio, che forma e modella la vita dell’uomo.
Se consideriamo la creazione dell’uomo descritta in Genesi 2:7 ci spiega proprio la provenienza del nostro corpo, per l’appunto dalla polvere.
Tuttavia, se è affascinante sapere come tutto ebbe inizio è più appetibile sapere come finirà.
L’esistenza dell’uomo sulla terra è il frutto dell’estro amorevole di Dio.
La profondità del Suo amore però si manifesta nel piano di salvezza che ha provveduto tramite Gesù Cristo.
La fine non sarà altro che l’inizio di un nuovo cammino, quello eterno.
Attendere con pazienza, come ricorda l’Ecclesiaste, per vedere la conclusione è una virtù che dona la fede nel sacrificio perfetto del Salvatore.
Ambire alla vita Eterna deve essere il monito di ogni credente.
In I Corinzi 15:19 l’apostolo Paolo enfatizza quanto detto: “se speriamo in Cristo per questa vita soltanto, noi siamo i più miserabili fra tutti gli uomini” anche perché non riusciremo a vedere la fine (che come abbiamo già anticipato, corrisponde ad un nuovo inizio).
Allora se è stato bello vedere il principio della nostra conversione attendiamo con pazienza quale fine gloriosa ci attende accanto a Gesù.
